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LA RI-NASCITA DELL'IDENTITA' INDIVIDUALE:
L'EDUCAZIONE PRENATALE RIVOLTA AGLI ADOLESCENTI.

Articolo pubblicato sulla rivista "Educazione Prenatale"

Serena Bassi, Psicologa, Tutore Prenatale

La scelta di portare l'educazione prenatale nelle scuole superiori, rivolgendola agli adolescenti, nasce dalla riflessione sui principali compiti evolutivi che caratterizzano questa specifica fase della vita psicologica.
L'adolescenza presenta infatti tra i propri compiti evolutivi la costruzione dell'identità personale, come presupposto alle scelte relazionali, affettive, scolastiche, lavorative che porteranno all'elaborazione della personalità adulta. Proprio la specificità di tale compito evolutivo, che rende gli adolescenti, come spesso si usa dire, fragili, influenzabili, ambivalenti, garantisce anche un livello di malleabilità e apertura irripetibili, creando i migliori presupposti educativi per favorire, maieuticamente, la nascita di valori, principi e ideali.
Il superamento dell'esperienza infantile è un altro dei compiti evolutivi previsti; il passaggio all'età adulta infatti è possibile solo quando si accetta il lutto della perdita dell'infanzia elaborandone gli aspetti e i contenuti, trattenendo i ricordi e le esperienze vissute come positive e dando un senso profondo, esistenziale, a quelle vissute come negative. In tal senso i momenti di riflessione e di racconto della propria storia possono diventare fondamentali momenti di costruzione del sé, a condizione che siano fortemente connotati dal punto di vista emotivo e mediati da quello relazionale. Mediazione che vede nel gruppo dei pari una grande possibilità, se esso è sostenuto e guidato da una figura adulta aperta al dialogo, disposta a mettersi in gioco, capace di non giudicare.
Un altro compito fondamentale è la definizione di un'identità di genere; il processo ha preso avvio già nella prima infanzia, ma l'adolescenza rimette in discussione tutte le acquisizioni precedenti, è una sorta di tornado che sconvolge tutto al suo passaggio, al termine del quale solo ciò che è rimasto in piedi andrà a costituire la personalità adulta. Anche l'identità sessuale entra in gioco in questo processo, insieme alla rivisitazione del complesso edipico, che troverà il suo definitivo superamento attraverso la scelta di un oggetto d'amore esterno alla famiglia, migliore del genitore, più amabile perché più simile e capace di quella comprensione che il genitore non sembra più saper dare.
La vita sessuale ha inizio in questa fase; nella mente, con l'ausilio dell'immaginazione, nel corpo, attraverso la mediazione dei messaggeri chimici del corpo, gli ormoni, con la comparsa dei caratteri sessuali secondari e dei richiami fisici che portano la maggior parte della vita psichica ad esprimersi intorno alle relazioni con il sesso opposto.
L'idea stessa di relazione cambia, il gruppo dei pari diventa il principale riferimento della vita emotiva, sia reale che fantasmatica, ed il gruppo riveste un ruolo importantissimo per la definizione della propria identità sociale. In tal senso, la società mediatica ha permesso la creazione del fenomeno di quello che potremmo definire "gruppo adolescenziale globale", attraverso la diffusione su larga scala di immagini, suoni e mode che legano tra loro i gruppi dei giovanissimi consumatori, dando loro un'identità precisa e distinta da ogni altro gruppo sociale.
Può essere interessante anche osservare come un tempo, ma non tantissimo tempo fa, la cultura adolescenziale prendesse a modello quella adulta, magari per contestarla o modificarla in parte, ma sicuramente per arrivare a impadronirsene e sentirsi, finalmente, grandi. Lo stato attuale delle cose permette piuttosto di osservare il fenomeno opposto: sono gli adolescenti ad avere un loro mondo ben definito, e sono i giovani adulti (trentenni, o anche a volte qualcosa di più) che tentano di imitarlo, come se il vero valore adesso fosse non arrivare mai ad essere davvero grandi…
Ma nonostante questo fenomeno moderno, che ancora facciamo fatica ad inquadrare e a motivare, è importante sottolineare che fa parte dei compiti evolutivi dell'adolescenza arrivare ad acquisire e padroneggiare il pensiero ipotetico-deduttivo, che consente, fra le altre cose, l'acquisizione dell'idea del tempo e di quella di futuro, e permette quindi, per la prima volta nella storia di vita della persona, la creazione di un organico e preciso progetto di vita.
In tal senso, può sembrare che gli adolescenti vivano un eterno, beato presente, ma l'idea del "dopo" li ossessiona, è come un filo rosso che collega tutte le loro attività mentali e le loro scelte affettive; a volte è talmente spaventoso e inquietante che essi giocano a dilatare il presente all'infinito, attraverso una dilatazione dei sensi e delle sensazioni, in modo da illudersi di non dover mai lasciare, crescendo, "l'isola che non c'è". Gli adulti possono inserire proprio in questo punto la loro opera di mediazione, che è valida e accettata quando è dialogica (o dialettica) e basata sui vissuti emotivi profondi; essi hanno la possibilità di dare alcuni punti di riferimento, alcune strategie, alcuni momenti di auto-riflessione, alcuni esempi di comportamento, che costituiscano esperienze rassicuranti da inserire nella memoria, che possano trasmettere l'idea che il dopo, il futuro, non è così spaventoso, ma che esistono, da qualche parte, le "istruzioni per l'uso".

Per tutte queste ragioni è fondamentale parlare di Educazione Prenatale nell'adolescenza.
E' fondamentale perché facilita il processo di progressivo distacco dal mondo infantile, consentendo il contatto con le emozioni che il ricordo di quel mondo porta con sé; è fondamentale perché parla di responsabilità genitoriale, non solo di educazione sessuale, ricordando come sia vitale scegliere consapevolmente ogni singola azione della vita.
E' fondamentale perché permette un riavvicinamento, seppure ideale, fantasmatico, con le figure genitoriali, in un momento della crescita che spesso vede conflitti e forti ambivalenze emotive in tal senso, consentendo di ricordare un'epoca in cui le relazioni coi genitori erano più semplici e rassicuranti.
E' fondamentale perché permette il racconto di sè, di una fase di vita poco indagata e approfondita, in un punto del percorso umano che naturalmente porta a riconsiderare e rimettere in discussione la propria esperienza di vita fin a quel momento.
E' fondamentale perché prevede uno scambio col gruppo dei pari in un clima di dialogo, ascolto e non giudizio.
E' fondamentale perché permette di riflettere sulle relazioni con l'altro sesso, sulla propria identità di genere, sulla vita sessuale, all'interno della scuola, dove ciò di cui si parla spesso è invece profondamente lontano dagli interessi reali degli alunni.

L'Educazione Prenatale rivolta agli adolescenti può, in una frase, facilitare il processo di ri-nascita dell'identità dell'individuo, creando un ponte emotivo con le radici della propria identità, che ha preso origine all'interno dell'utero materno.


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