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9mesi ed oltre Progetto Educazione Prenatale nelle Scuole


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L'importanza dell'educazione prenatale precoce

Articoli

M. A. BERTIN, presidente OMAEP

INTRODUZIONE al CONGRESSO
"9mesi e un giorno" 18-19 Ottobre 2002
Roma - Università La Sapienza

L' IMPORTANZA DELL' EDUCAZIONE PRENATALE PRECOCE

Signore e signori buongiorno. Sono molto felice di salutarvi in questa prestigiosa Università "La Sapienza". Devo questo privilegio a Gabriella Ferrari, presidente dell'ANEP Italia e alla Dott.ssa Patrizia Moselli, presidente della SIAB Società Italiana di Analisi Bioenergetica. Ringrazio vivamente di essere stata invitata ad aprire questo congresso, dove saranno presentati degli studi, delle riflessioni, delle pratiche relative al periodo della fondazione dell'essere umano, il concepimento, la gestazione, la nascita. E' importante conoscere l'essere umano alla sorgente della sua vita e cercare di offrirgli le chances migliori per la costruzione del suo essere individuale e per la sua vita futura.
Sono molto felice di salutare l'instaurarsi a Roma a partire da gennaio della scuola ISPPE, scuola di formazione che è abilitata a dare crediti riconosciuti dal Ministero della Salute. Creare un'area di aggiornamento professionale è molto importante per fare avanzare l'Educazione Prenatale e conseguentemente è importante per l'avvenire dell'Italia; è un esempio molto bello per gli altri paesi.
Questa scuola funziona già da molti anni, adesso inizierà a Roma, ma stiamo finendo il ciclo che era a Ispra e che è attuato in collaborazione con la ISPPM di Heidelberg.

Lo scopo principale delle diverse associazioni Anep nazionali è di raccogliere e diffondere le attuali conoscenze scientifiche e psicologiche, per permettere ai giovani di diventare più responsabili e ai futuri genitori di favorire il massimo sviluppo fisico e psichico nel bambino che deve nascere.

I relatori porteranno quelle che sono le conoscenze attuali, invece voi congressisti, i professionisti che accompagnano le coppie, gli educatori, i genitori che hanno a carico i giovani, raccoglierete frutti per arricchire la vostra pratica e poi li trasmetterete ai giovani futuri genitori che ne sono gli ultimi destinatari poiché sono proprio e soltanto loro, i futuri genitori, ad essere gli educatori del bambino prenatale, prima ancora di diventare gli educatori del bambino e dell'adolescente.

E qui dobbiamo precisare la differenza che c'è tra educazione ed istruzione: l'istruzione è la trasmissione del sapere e del saper fare, invece l'educazione concerne lo sviluppo delle potenzialità dell'individuo e il suo adattamento al mondo.
Dalla radice latina educare derivano due nozioni complementari, la prima è "nutrire, prendere cura di", l'altra invece è "far uscire da, tirare fuori da, condurre verso". E' di questo di cui parliamo quando parliamo di Educazione Prenatale. E' molto importante fare questa distinzione se si vogliono evitare errori che possono causare un problemi al bambino, se si vuole evitare di fargli violenza.
In effetti non c'è niente da insegnare al feto, e tentare di farlo sarebbe arbitrario e molto pericoloso. Perché pericoloso? Perché l'embrione e il feto hanno un immenso lavoro intimo da compiere, ogni embrione ricapitola la filogenesi, la storia della vita, dall'apparizione della prima alga blu nata dal sole e dal mare fino all'essere umano così complesso.
Poi l'embrione e il feto integrano le informazioni particolari venute dai due genitori e poi verrà scritto il loro vissuto prenatale nella loro memoria cellulare, poiché ogni cellula si informa nello stesso tempo in cui si forma e non ci è permesso di disturbare questo processo.
Allora non anticiperò sui lavori che vi saranno presentati anche perché devo essere breve, quindi adesso mi riferirò alle recenti ricerche genetiche riportate nel quarto congresso mondiale di Caracas dell'OMAEP nel 2001 dal genetista americano Bruce Lipton : l'attivazione dei programmi dei geni è controllata dall'ambiente, le emozioni materne, come la paura o la collera o al contrario l'amore o la speranza, influenzano biochimicamente la selezione e la riscrittura del codice genetico del bambino in utero con conseguenze evolutive molto profonde sulle generazioni future; i futuri genitori sono i veri ingegneri genetici del loro bambino, quindi è urgente che lo sappiano.

Il potere creativo della donna quindi si esercita nel cuore stesso delle cellule del bambino che porta e questo invita la donna a trasmettere al bambino tutto il meglio di se stessa e ad utilizzare il potere della sua immaginazione per regalare al suo bambino le più belle qualità umane.

In effetti il piano affettivo emozionale non è l'unico in causa, le immagini mentali, i pensieri, il comportamento, il modo di vivere, di nutrirsi, di respirare, di gestire il suo tempo di attività e di riposo, di reagire al mondo, tutto questo forma l'ambiente di cui si nutre il bambino e lo incorpora nelle sue strutture di base fisiche e psichiche.
Il bambino assorbe tutto senza avere la possibilità di scegliere tra quello che gli giova e quello che gli nuoce. Quindi sono i futuri genitori, soprattutto la futura madre, che devono scegliere per lui.
La natura ha dato alla donna in gravidanza una grande responsabilità ma anche una libera e gioiosa creatività. Per riuscire a manifestarla diventano necessari la complicità del padre, l'aiuto dei suoi genitori e dei professionisti che l'accompagnano, la comprensione e il sostegno della società intera.

Quindi dobbiamo provocare una presa di coscienza collettiva e l'azione deve essere diretta in particolare verso i giovani, molto prima che aspettino un bambino, quando hanno la mente ancora libera.

Ho incontrato molti giovani nei licei, nei collegi, nelle scuole primarie e posso dirvi che per loro è evidente che il bambino prenatale condivide i vissuti della mamma. Qualsiasi sia l'età di questi giovani, sono toccati nelle profonde radici stesse del loro essere da questi argomenti e sono felici di sentire finalmente un adulto che parla della vita. Prendono coscienza che trasmettere la vita può essere un'opera creatrice, scoprono che trasmetteranno in gran parte quello che sono loro e ne sentono tutta la responsabilità, acquistano un'altra idea di loro stessi, del loro futuro partner, dell'amore, della sessualità, in una parola dell'essenziale della vita.

Uno degli obiettivi delle associazioni nazionali per l'Educazione Prenatale è di ottenere l'integrazione di queste nuove conoscenze nella formazione del personale che si occupa della salute, dell'educazione e dei programmi scolastici. Conoscenze che gli insegnanti sapranno accompagnare con il calore umano che questi argomenti richiedono e del quale i giovani hanno molto bisogno. L'ANEP Italia ha intrapreso questo compito: è un compito senz'altro immenso, però è indispensabile per le generazioni future e per l'avvenire dell'umanità. Auguri! Il presente congresso aiuta a questa riuscita e vi ringrazio molto della vostra partecipazione.

Auguro di tutto cuore che possiate vivere queste giornate nella gioia e nell'entusiasmo!


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